Ottava Rima. Novità  di febbraio inoltrato.

Eccomi eccomi…sono in ritardo come sempre…

Signori lettori,

per quanto riguarda la mia trasferta in Sardegna per il progetto INCONTRO, mi sembra di non aver molto altro da dire che non quello che è espresso nell'ottava del post precedente. Appena ho tempo vi carico delle foto.

Rimanendo in tema di ottava rima invece, vi comunico che domani, 12 febbraio, scenderò giù nella zona "calda" della poesia improvvisata per un piccolo incontro tra poeti. L'incontro al podere di Pianizzoli (Massa Marittima) è diventato ormai un apputamento annuale. Un incontro conviviale come era una volta. Con una tavola e pochi poeti. Se volete informazioni vi rimando al solito sito.
(per trovare dei contatti e chiamare…non mandate mail che laggiù la digitalizzazione va a rilento)

Comunque: www.estemporanearibolla.it

Gli appassionati di questa antica arte si appuntino poi sul calendario la data del 10 di aprile, giorno in cui cadrà la ormai famosa Festa della Poesia Improvvisata di Ribolla: raduno annuale di tutti (…tanti davvero tanti…) i poeti improvvisatori della toscana e dell'Italia centrale. IMPERDIBILE.

Almeno questa ve l'ho detto con un anticipo decente 😉

Piccola postilla:

Credo fermamente nella diffusione attraverso la rete, e spero che qualche appassionato, soprattutto i novizi ancora sperduti nelle caoticità delle informazioni reperibili, tirino un sospiro di sollievo nel sapere che c'è qualcuno nella globo-sfera che segue quest'arte e che non se lo tiene per sè, ma tenta di codividere eventi e materiale.
Sarebbe bello allora un piccolo scambio, e più di un lettore ultimamente l'ha fatto. Se capitate sulle mia pagine cercando informazioni sull'ottava rima, scrivete un breve commento o contattatemi. C'è bisogno a mio avviso, di stringere questa comunità al fine di non isolare chi davvero a tira avanti con sudore e passione ed i protagonisti stessi. Aprire e condividere. Ecco senza volerlo vi ho anche raccontato il succo del mio intervento al convegno sardo di cui parlavo in apertura di post….

Ci vediamo in Maremma, o su queste pagine, o chissà dove ci porti la poesia.

A presto.

EL

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INCONTRO con i sardi. Poeti e non.

La terra sarda in me ha lasciato un segno,
scendeva fine pioggia ed acqua forte
le tinte le ombreggiava in un disegno
di mare, massi e strade assai contorte.
E quelle genti che con molto impegno
aperte ti tenevano le porte,
silenziosi, fini, rudi m' assai veri,
gente leale e piena di misteri.

 

EL

INCONTRO. INterventi CONdivisi Transfrontalieri di Ricerca sulla Oralità

INCONTRO:

INterventi CONdivisi Transfrontalieri di Ricerca sulla Oralità

Solo un accenno all'ultimo minuto,
perchè la vita è frenetica. La mia in questo periodo lo è moltissimo.

Domani vado a Cagliari per un INCONTRO sul tema dell'oralità presso cui dovrò partecipare ad una tavola rotonda come portavoce della realtà maremmana legata alla poesia imporvvisata in ottava rima e dell'Ass. Cult. "Sergio Lampis- Improvvosar Cantando" di Ribolla.

Seguite il sito, ci sono tutte le informazioni!

🙂

http://www.incontrotransfrontaliero.com/

La mia tesi sull’ ottava rima da scaricare in rete.

la mia tesi
E’ giunto il momento che rimando da due anni come una di quelle cose che stanno lì e non ti decidi mai di sistemare.

Visto che sempre più persone mi stanno chiedendo di consultare la mia tesi, ho deciso di eludere tutti i limiti invalicabili della burocrazia universitaria e mettere a disposizione qui e ora il mio lavoro di tesi.

Avvertenze.

Come ogni tesi che si rispetti rileggendola già dopo i primi due mesi  non ne ero più soddisfatta. A distanza di due anni ci sono delle cose che trovo veramente ingenue e accademiche; ci sono però anche delle cose interessanti, soprattutto per quanto riguarda le interviste e i documenti di archivio che ho raccolto, quindi servitevene per attingere a questo tipo di materiale.

Eccola qua, la potete scaricare da questo link. Se non ci riuscite scrivetemi.
(A volte gli upload fanno i capricci)

A PAROLE MI AVREBBERO BUTTATO IN PRIGIONE.
Aspetti sociali e politici del canto in ottava rima attraverso le parole dei poeti.

Tesi di laurea di Elisabetta Lanfredini in Etnomusicologia. A.a. 2007-2008

Relatore Nico Staiti.

Alla tesi era allegato un video, potete trovarlo insieme agli altri che ho realizzato da un paio di anni a questa parte sotto la tag “Ottava Rima”, e poi spulciando youtube nel canale di Bettabu…
comunque ecco ancora il link diretto alla pagine del blog:

Documentario video allegato

Buon divertimento!

œFiume che scendi giù dal Bolognese€. Ottave. Pensieri retrospettivi 2.

Settembre corre forte e a Bologna molte cose fervono e si preparano per la stagione nuova.
Un po' di silenzio per occuparmi ancora un po' dei mie poeti che non vedo da parecchi mesi ma che penso sempre. Tra poco ci vorrà un nuovo peregrinaggio in Maremma ma per adesso mi accontento di sfogliare pagine di rime popolari e pensare a cosa potrei cercare e trovare nella mia prossima discesa in Toscana.
In questi giorni metto in ordine i vecchi libri, gli opuscoli e i fogli volanti. Avevo dimenticato di postare il secondo articolo che ho scritto sulla gita dei poeti estemporanei a Bologna, ormai quasi un anno fa. Mi chiese di scriverlo Corrado Barontini per il plico di fogli volanti che ogni anno vengono stampati in occasione della festa di Ribolla, una sorta di piccolo aggiornamento suglii ultimi eventi e ricerche relativi all'ottava rima.
Con molte malinconie ve lo copio di seguito.

 “Fiume che scendi giù dal Bolognese”
 Ottave a Bologna. ‘Suoni dal Mondo’ 2009.

Appaiono timidi i poeti estemporanei. Stretti fra loro, li vedi scambiarsi poche parole in piedi con le mani in tasca nei pantaloni di velluto. Mani ruvide da grandi lavoratori, si scrutano attorno con sguardi curiosi da poeti. A Bologna li aspettavamo con ansia.
Sono sbarcati tutti insieme il 6 Novembre 2009  nel grande piazzale di Via Azzo Gardino salutandosi da fratelli; li ha accompagnati in trasferta un capitano d’eccezione che non poteva essere che Domenico Gamberi. Ancora lui. Lo stesso che, a capo dell’Associazione Culturale “Sergio Lampis – Improvvisar Cantando”, dei poeti ha fatto una famiglia e non fa che cucire rapporti e far la guardia anche di notte al fuoco ancora acceso della tradizione del canto a braccio.
Bologna la vecchia, non ha familiarità col canto improvvisato, ma annualmente è ospite e spettatrice di alcune fra le più ricercate tradizioni popolari musicali a livello internazionale che il Festival “Suoni dal Mondo” le offre ormai da vent’anni. La direzione artistica da alcune edizioni è curata da Nico Staiti, etnomusicologo e docente universitario, che ha fortemente spinto per far tornare gli improvvisatori a cantare a Bologna. Sono passati quasi quindici anni dalla famosa lezione tenuta da Altamante Logli con Francesco Guccini nel ’95 presso l’ Ateneo bolognese ed era tempo che l’ottava tornasse in città.
Benito Mastacchini da Suvereto (LI), Emilio Meliani da Santa Maria a Monte (PI), Umberto Lozzi dalla macchia maremmana, Paolo Santini da Favischio (RI) e Pietro De Acutis da Bacugno (RI) vengono chiamati all’appello. La squadra è pronta ed è invincibile. Chi manca? Qualcuno abile ad intrecciare fili che con poche efficaci parole tessa gli interventi dei poeti, appassioni il pubblico all’ottava e lo accompagni nella comprensione della tradizione. Antonello Ricci. Lo chiamo. Accetta subito.
Il Festival organizza anche un incontro pomeridiano con il pubblico bolognese presso il centro anziani vicino all’auditorium dove i poeti si esibiranno alla sera. C’è un lungo tavolo e sedie di plastica. Vecchi quadri. Un bar alla mano al piano di sotto. Partecipano gli anziani del centro, studenti e curiosi. Gente simpatica. Forse è solo un’idea ma questo posto ha qualcosa che ricorda la sala ARCI di Ribolla. Sarà di buon auspicio.
Gli improvvisatori si siedono e si raccontano. Pochi sorrisi e si rompe il ghiaccio. Discorsi sull’essenza della poesia a braccio e su questo misterioso essere vati: “Ogni poeta canta per il bene dell’umanità” (Benito). Si raccontano storie di ottave cantate in risposta ad un nastro registrato e delle prime emozionanti rime improvvisate in pubblico davanti ai propri maestri; storie che sono già poesia in sé. In versi ci si prende in giro sulle diverse provenienze geografiche. Un classico: “Di esse’ un gran poeta un lo pretendo / Ma il mio suolo toscano e lo difendo” (Puntura).
Qualche domanda, qualcuno del pubblico si commuove, applausi e poi alla sera.

Una serata forse un poco strana
Non si canta nell’ambiente consueto
Ma un pubblico c’è qui che ti risana
Ti fa sentire forse d’alto ceto.
A volte questa rima sembra vana
E senti dentro qualche cosa inquieto
Ma questo affetto che ci va lontano
Quest’attenzione ci prede per mano.

Così con voce profonda e delicata al modo tipico dei laziali, Pietro esordisce con la prima ottava di saluto della serata. Quell’aspetto timido e riservato dei poeti si scioglie presto in scorrevole poesia.
L’iter dell’esibizione è quello classico, rodato certo, ma mai scontato quando si è in trasferta. Si susseguono alcuni contrasti su temi tradizionali come Il Sole e La Luna, sul quale i due ospiti laziali ricamano immagini raffinate. La scelta del tema di attualità cade sul caso Marrazzo che viene interpretato da Emilio e Benito in un contrasto tagliente ed animato: “Mi so’ dimesso, c’ho la mia vergogna / Qualcun altri di farlo non si sogna. ” (Emilio).
Intanto le mani escono dalle tasche e adesso disegnano ampi gesti decisi. I silenzi si trasformano in necessità, ormai è la Musa che guida: Benito di sua iniziativa regala al pubblico alcune sue poesie recitate a memoria, mentre Pietro vuole omaggiare Bologna cantando un’ottava del Guerrini: “Fiume che scendi giù dal Bolognese/ Fiume dall’acqua cristallina e cheta / O caro fiumicel del mio paese / Tu sol m’hai fatto diventar poeta…”
“Come va?” Chiede spesso il Ricci al pubblico e con premura lo accompagna per mano ad immergersi nelle letture care ai poeti. Puntura ed Emilio recitano Dante, e via all’impazzata terzine e terzine a memoria mentre Pietro orna di note le imprese del Furioso.
Compaiono bigliettini bianchi. Come da tradizione tocca al pubblico scegliere i temi dei contrasti; ci vogliamo provare anche in Emilia Romagna. Gli spettatori sono divertiti dalla proposta e s’immergono nel gioco; sottovoce si chiedono in prestito penne e matite e stanno lì a pensare, attenti a non farsi rubare l’idea dal vicino.  Funziona. Vengono proposti moltissimi contrasti validi fra i quali scegliamo La Musa e La Televisione, quello più adatto che permette di agganciare il tema del progresso e della tradizione. Paolo e Benito si guardano intorno e fra di loro. Qualcuno dovrà cedere l’amata Musa al compagno: “Io sono un vecchio n’avrà compassione / Allora prendo la televisione”(Benito).
Applausi, risate.
“Ormai siamo arrivati proprio in cima /  Credo che finito sia quel bel clima”(Emilio).
Restano solo i saluti. In ottava al modo dei toscani seguiti da una carrellata di terzine come si usa in Alta Sabina. Con ciaramella e tamburello i laziali si apprestano a chiudere la serata in gran festa. Pietro gonfia il suo strumento di pelle e soffia forte.

Eri una pecorella lassù in montagna
E mo sei diventata una zampogna
Da viva, mamma mia, eri una lagna,
stasera invece suoni qui a Bologna

È facile cantar pel cantatore
Guardatelo però chi sta a sonare
È diventato come un compressore.
(Paolo)

Sembra di stare a casa. Il pubblico è felice. Nico in prima fila sorride sotto i baffi. Domenico filma fino all’ultimo secondo con la sua telecamerina.
Con questa collaborazione si è creato un ponte d’acciaio attraverso l’Appeninno che unisce decisi appassionati e custodi delle tradizioni popolari, di quelle cose vere che si formano spontaneamente fra la gente e che vanno conservate come si deve.  L’ottava poi, a guardarla bene, sembra sempre meno decisa a lasciarsi sopraffare dall’era digitale e invece sempre più dotata di una certa capacità di aprirsi oltre i soliti confini geografici. Il viaggio le si addice, la ringiovanisce e la rivela senza età.

Elisabetta Lanfredini

 

Il mio articolo su Toscana Folk!

Quest'anno per il Primo Maggio non sono andata in Maremma.
Sì, ahimè…una serie di imprevisti non me l'hanno permesso e ora sento proprio la necessità di parlare ancora di canto in ottava rima ma non ho neanche una foto o un piccolo video da postare. Uff.
Tra poco però, un po' di materiale sul Maggio 2010 arriverà da fedeli collaboratori…intanto per rinfrescarvi le idee su questa tradizione potete leggere questo post.

Nel frattempo volevo parlarvi di Toscana Folk.
Toscana Folk è la rivista del Centro Studi Tradizioni Popolari Toscane, un'associazione culturale nata a Firenze nel 1996 che si occupa di conservazione, salvaguardia e ricerca nell'ambito di varie tradizioni legate al territorio toscano ed in particolare al mondo contadino. Si occupa chiaramente anche di ottava rima e per l'edizione del 2010, il presidente dell'associazione Alessandro Bencistà, mi ha chiesto di scrivere un'articolo sulla trasferta bolognese dei poeti per il Festival "Suoni dal Mondo".
Ho accettato con moltissimo piacere e l'ho scritto ripensando con molta gioia a questo piccolo successo. Ve lo copio di seguito e se vi incuriosisce, potete ordinare la rivista sul sito di Toscana Folk dove troverete anche il catalogo con tutti i numeri arretrati e molte altre cose interessantissime per gli amanti delle tradizioni popolari.

Buona lettura. 🙂

  copertina-13

“Suoni dal Mondo” 2009: l’ottava rima va in gita a Bologna.  
      

Per tutti coloro che avessero a cuore la tradizione del canto in ottava rima, sembra che per il momento non ci sia nulla da temere, almeno finché l’Associazione Culturale Lampis “Improvvisar Cantando” continuerà a guadagnare successi come l’ultimo aggiudicatosi in Emilia Romagna. Con sede a Ribolla (Roccastrada, GR), e concentrata principalmente nella figura del presidente Domenico Gamberi, l’associazione si occupa da tempo della sopravvivenza, della salvaguardia e della genuina diffusione del canto in ottava rima, cominciando dal tenere i poeti in stretto contatto fra di loro, fino a mantenere forti rapporti con ricercatori, appassionati e studiosi provenienti da ormai tutto il mondo.
Doveva capitare prima o poi che si incontrassero, l’Associazione Lampis ed il festival bolognese di musica etnica “Suoni dal Mondo” che ogni anno esibisce alcune fra le più particolari tradizioni popolari mondiali, portando in una sala da concerto musiche ed esecutori assolutamente non avvezzi a questo ambiente. Il Festival è ormai alla ventesima edizione ma solo da qualche anno la direzione artistica è curata da Nico Staiti, etnomusicologo e professore all’Università di Bologna che ha voluto fortemente inserire nel programma 2009 una serata dedicata all’ottava rima.  
Con una stretta collaborazione fra lo staff di Bologna e l’Associazione Lampis, lo scorso 6 Novembre  siamo riusciti a portare in trasferta una ricca squadra d’ improvvisatori provenienti dalla Toscana e dell’Alto Lazio: Emilio Meliani, il distinto pisano dalle rime brillanti e taglienti; Umberto “Puntura” Lozzi, salace rimatore della macchia grossetana; Benito Mastacchini,  sensibile poeta anche di rime scritte; Paolo Santini, ottimo improvvisatore di ottave e terzine proveniente da Amatrice e Pietro de Acutis da Roma, esperto suonatore di ciaramelle e poeta dal canto vellutato.
Durante la serata si è facilmente creata un’atmosfera molto simile a quella delle occasioni locali di canto a braccio, grazie anche alla presenza di  Antonello Ricci, abile oratore almeno quanto scrittore, che nei panni di conduttore ha cucito gli interventi dei poeti accompagnando sapientemente gli spettatori nella comprensione della tradizione e del meccanismo del contrasto in ottava rima. Già dall’incontro pomeridiano il pubblico si è espresso in interventi interessati e pertinenti che hanno stimolato i poeti a svelare qualche curiosità sul loro esser vati per “dono di natura” e sui primi approcci che ebbero con la poesia. Tra questi vale la pena di menzionare il  ricordo di Emilio e del suo incontro da ragazzino con il grande poeta Vasco Cai che gli “lanciò” un’ottava “sulla cinquecento rossa a sedere con le gambe di fòri”, ed i racconti del primo apprendistato di Paolo che rispondeva alle ottave stoppando il nastro su cui le aveva registrate.
Durante il concerto serale abbiamo cercato di seguire pienamente la tradizione per mostrarla al pubblico nella sua totalità pur con piccoli assaggi: il contrasto di esordio è stato Il Sole e La Luna, semplice e caratteristico, sviluppato da Pietro e Paolo e di cui voglio riportare l’ultima ottava che contiene un sunto della delicatezza poetica che hanno saputo esprimere:

PIETRO (Luna):
La luna è l’ora di dolci parole
Quando l’amore viene dichiarato
PAOLO (Sole):
se la mattina la pace si vuole
bisogna vede’ un giorno rischiarato
PI:Quando il lavoro ce l’ha troppa mole
Solo la notte cambierà il tuo fato
PA:Ma San Francesco in una sera bruna
disse fratello sol sorella luna.

E mentre i laziali cantavano di amori e chiari di luna sulle loro morbide melodie, ai toscani è toccato misurarsi su un pungente tema di attualità sviluppato in un contrasto fra il discusso ex-governatore del Lazio Marrazzo ed Il Suo Elettore. Altri temi classici hanno trovato spazio nell’auditorium bolognese, come Il Contadino ed il Cittadino e quello inevitabile sulle due regioni di origine dei poeti; ma uno dei piccoli successi della serata è stato riuscire a coinvolgere gli spettatori  locali nell’ iter tipico della scelta dei temi da parte del pubblico attraverso la distribuzione dei tradizionali bigliettini. Fra le proposte degli spettatori, il contrasto La Televisione e La Musa è spiccato particolarmente per l’originalità ma al tempo stesso ha permesso di riagganciarsi al tema tipico del progresso e della tradizione.
Non poteva mancare a questo punto il momento letterario in cui i poeti hanno rivelato quali sono i loro Maestri e raccontato coi versi a memoria il mondo in cui si sono formati; Emilio e Umberto si sono misurati con Dante, mentre Pietro oltre a cantare la prima ottava del Furioso ha voluto spontaneamente omaggiare Bologna con una squisita citazione del Guerrini (“Fiume che scendi giù dal Bolognese/ Fiume dall’acqua cristallina e cheta…”).
Qualche tenera poesia di Benito, tra cui la deliziosa “Porca Miseria”, ed eccoci giunti ai saluti finali. Quelli classici toscani e laziali. Un’ottava a testa, ciaramella e tamburello e una carrellata di terzine. Medea, le Muse, Ulisse e l’Odissea chiamati ripetutamente all’appello nel commiato dei poeti, forse come ringraziamento per aver vegliato anche questa volta per l’intera serata regalando ispirazione ed ottime rime.
Ce l’abbiamo fatta, dico io, che speravo da più di un anno di vedere gli amati poeti nella mia città adottiva. Ce l’abbiamo fatta un’altra volta a portare in gita l’ottava rima e a farla godere e capire. Ce l’ha fatta l’ottava a testimoniare ancora la sua forza comunicativa che dura da secoli e a lasciare un segno anche dove il pane è salato e il vino a tavola è generalmente frizzantino.

Elisabetta Lanfredini

Toscana Folk, n. 14, Aprile 2010.

Ottava rima. Novità di Aprile.

Ottava rima. Novità di Aprile.I poeti alla Festa di Ribolla 2008. Foto di Angelo Trani.

L’appuntamento annuale che gli appassionati di poesia a braccio non possono assolutamente perdersi si sta avvicinando. Si tratta chiaramente della Festa della Poesia Estemporanea di Ribolla, che quest’anno si terrà domenica l’11 aprile.

Ribolla si trova in piena Maremma. E’ una frazione di Roccastrada (GR) ed ha fra i suoi cittadini alcuni grandi appassionati di questa antica arte che si concentrano princialmente nella figura di Domenico Gamberi. Un pioniere dell’ottava, passionista sfrenato che a cuore aperto tiene uniti poeti, amatori e ricercatori per cercare di tener viva il più possibile questa tradizione nella sua forma originale attraverso l'”Associazione Sergio Lampis-Improvvisar Cantando”.
In occasione della festa ogni anno vengono chiamati tutti gli estemporanei attivi nel centr’Italia e a volte anche dalla Sardegna. Di solito ce ne sono una trentina che si alternano sul palco. E’ l’unico momento dell’anno in cui si possono vedere tutti insieme. E’ veramente da non perdere.

Anche se l’argomento ottava rima è stato sempre troppo poco studiato e forse senza troppo metodo data la vastità dell’argomento, esiste sparsa per l’Italia una squadra di professori, studenti, etnomusicoli, scrittore, appasionati, antropologi che si occupano con amore (anche se saltuariamente) della ricerca in questo campo. Ogni anno sui  famosi Fogli Volanti che vengono distribuiti in occasione della festa, vengono pubblicati una serie di articoli che fanno il punto della situazione sull’anno appena trascorso riportando ogni eventuale novità, episodio, ricerche compiute sull’argomento.

Sui Fogli di quest’anno ci sarà anche un mio articolo sulla trasferta dei poeti a Bologna per il Festival Suoni dal Mondo che pubblicherò subito dopo la festa.

Non ho nuovo materiale video da mostrarvi in questo post. Ma per chi voglia qualche assaggio delle può sbirciare i video raccolti sotto la tag ottava rima.

Per avere altre informazione sulla Festa di Ribolla seguite il link.

Ci vediamo lì con chi verrà. 😉Incontro-Oralita-Man_ribolla-2010_2

Fiume che scendi giù dal Bolognese

Quando i miei amati poeti contadini sono venuti a Bologna per Suoni dal Mondo uno di loro, Pietro de Acutis, volle fare un omaggio alla città citando la prima ottava di questa poesia di Olindo Guerrini che non conoscevo. Stasera l’ho cercata e me ne sono innamorata.
E allora la condivido.
Appena avrò il video della serata ve la farò sentire cantata…
intanto potete vederlo qui non montato.
 

Olindo GuerriniIL GUADO

IDILLIO

Fiume che scendi giù dal Bolognese,
Fiume dall’acqua cristallina e cheta,
O caro fiumicel del mio paese,
Tu sol m’hai fatto diventar poeta:
Tra i floridi giuncheti e la cortese
Delle tue fresche rive ombra segreta,
Tra la verdura tua serrata e folta
Ho conosciuto amor la prima volta.

…continua…

Poesia estemporanea. Ribolla. Presentazione atti del convegno.

 E’ noto fra gli studiosi e appassionati della materia che l’arte di improvvisare a braccio venne data per spacciata già all’inizio del secolo 1900; la poesia estemporanea sembra invece resistere ancora e così il pensiero va sempre a finire a questa famosa introduzione del testo della Vitagliano* ogni volta che sto per raccontare un nuovo evento legato alla Poesia Estemporanea.
Molte volte ho parlato in queste pagine dell’Associazine Culturale Lampis “Improvvisar Cantando” che ha sede a Ribolla (Roccastrada, GR) e che  da decenni è un saldo punto di riferimento ed incontro che tiene saldi gli ultimi poeti dell’Italia Centrale ed a loro seguito una carrellata di appassionati, studiosi, ricercatori e curiosi da tutta Italia.
Se volete unirvi a questo sciame di passionisti armati di memoria, macchine fotografiche e registratori, il circolo presenta una nuova occasione di incontro che si svolgerà il prossimo 13 Febbraio: si terrà dalle 15.30 del pomeriggio la presentazione degli atti della giornata di studi che si svolse a Ribolla nel 2007, ed interverranno per l’occazione parecchi studiosi e poeti da varie zone della Toscana e del Lazio.
Un assaggio per chi non avesse mai assistito ad una manifestazione legata alla poesia estemporanea…che vi preparerà al grande evento annuale che si terrà come ogni anno in Aprile. Ma di questo vi parlerò più avanti…

😉

Per sapererne di più, come sempre:
www.estemporanearibolla.it


*Vitagliano, Adele. Storia Della Poesia Estemporanea: Nella Letteratura Italiana Dalle Origini AI Nostri Giorni (1905)

L’Ottava Rima a Suoni dal Mondo. Pensieri retrospettivi.

Lo so lo so! Sono un po’ latitante. E’ sempre così. Ma è colpa della Fiera del Ciocciolato di Bologna. Non so perchè ma ho questo ricordo: ogni volta che la vedo passando in Piazza Maggiore mi ricorda che anche l’anno prima era un periodo pienissimo di cose da fare e soprattutto di novità. La fiera credo che sia finita ma rimane che sto mettendo al fuoco parecchie cose nuove.
Ma andiamo con ordine.

Ancora Ottava Rima per stasera.
Un annuncio, un racconto ed un po’ di immagini.

Il 6 Novembre siamo riusciti a portare alcuni fra i migliori improvvisatori in ottava rima laziali e toscani al festival di musica etnica Suoni dal Mondo, ormai alla XX edizione qui a Bologna.
C’è stato oltre al concerto un bellissimo incontro pomeridiano con i poeti  in cui hanno avuto modo di incuriosire il pubblico e raccontare un po’ di cose su di loro e su questa misteriosissima arte del "poetare all’improvviso": Benito  ci ha recitato una sua poesia, Puntura ci ha raccontato di quando ha letto Dante la prima volta, mentre Emilio della sua iniziazione alla poesia; Pietro e Paolo, hanno mostrato e raccontato i loro strumenti e le caratteristiche della poesia laziale. Il pubblico è stato attento e interessato, veramente un successo.

La sera per mia grande gioia siamo riusciti a seguire l’iter classico delle gare e dei raduni dei poeti contatini, quello di far decidere al pubblico i temi su cui improvvisare: in Toscana questo è praticamente normale, ma quando si è "fuori sede" e con un pubblico non avezzo a questo particolare spettacolo, non è per niente scontato. Alla fine però fra i bigliettini scritti dagli spettatori erano tutti "cantabili" ed fra essi abbiamo scelto il tema "La televisione e La musa", che è stato affrontato con dei risvolti molto divertenti.
Tutti i "contrasti" sono filati come l’olio e anzi, c’era quella sera un’atmosfera piuttosto magica, parecchie muse evidentemente stavano ad ascoltare ed a vegliare i nostri poeti perchè hanno dato il meglio della loro arte, cantando del caso Marazzo, della Vita in città e di quella campagnola, di Bologna e molto altro. C’è stato anche il momento letterario in cui sono stati recitati a memoria stralci di Dante e Ariosto.

C’è un video. Sissignori. E’ in fase di montaggio. E stavolta non lo monto io (e anche questa è un’ottima notizia).
Ma per stasera accontentatevi di guardare qualche foto.

(APPELLO: chi avesse foto delle serata o dell’incontro pomeridiamo e le volesse condividere con me è davvero pregato di contattarmi.)

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Domenico Gamberi, Associazione Culturale Lampis. Suoni dal Mondo 2009.
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Posto di seguito un’articolo che ho scritto per la conferenza stampa di Suoni dal Mondo.

L’ottava rima sbarca a Bologna.
I Poeti Contadini a Suoni dal Mondo 2009.

L’improvvisazione poetica in ottava rima ha attraversato i secoli e le classi sociali, i salotti borghesi e le piazze ed ha affondando profondamente le radici nel mondo rurale scandendo le tappe fondamentali del calendario agricolo, accompagnando le veglie ed i momenti di riposo; sebbene in disuso, inoltrandosi nelle campagne del Centro Italia se ne può sentire ancora l’eco attraverso la viva testimonianza del canto dei poeti contadini a cui appartengono quelli che si esibiranno stasera.
Il loro canto dal sapore antico è composto da una melodia-canovaccio fortemente cadenzata e abbondantemente melismatica che sostiene un’ardita improvvisazione verbale confinata all’interno dell’ottava di endecasillabi rimata secondo lo scema metrico ABABABCC.
Nonostante la scarsa alfabetizzazione che accomuna la maggior parte dei  poeti (uso il termine nell’accezione popolare che viene adottata per indicare queste particolari figure da parte della comunità), il linguaggio da loro usato si caratterizza per la ricchezza della terminologia colta ed aulica, dovuta al particolare legame che li unisce, quasi magicamente, ai classici latini e greci ed ai poemi cavallereschi. Molti poeti erano soliti leggere gli amati testi nelle lunghe ore di lavoro agreste e pastorale, e spesso ne sapevano recitare a memoria ampi stralci: durante la serata ne avremo un prezioso esempio sulla Commedia dantesca (che svelerà da dove il più famoso Benigni abbia preso le mosse).
Il canto improvvisato in ottava rima è stato in passato e rimane oggi un fortissimo mezzo di espressione, un efficace mezzo di comunicazione e di critica che assume una portata simbolica di identità comunitaria sociale e politica. Questa sua caratteristica ha modo di svilupparsi ampiamente all’interno della diffusa forma del Contrasto di cui stasera avremo ampia dimostrazione: i poeti si sfideranno alternandosi nel canto delle ottave in uno scontro dialettico dai toni serrati e dagli accenti a volte farseschi e parodiaci, improvvisando rime su temi antitetici che attingono sia ad un ormai remota quotidianità, quella per l’appunto del mondo contadino, che a temi di estrema contemporaneità legati alla cronaca ed all’ attualità politica.
Saliranno sul palco per questo particolare concerto, alcuni fra i più bravi improvvisatori attivi fra la Toscana ed il Lazio: Emilio Meliani, dalla provincia di Pisa, un distinto signore pisano dalle rime brillanti e taglienti; Umberto “Puntura” Lozzi dal grossetano, di mestiere vetturino, pungente rimatore e cantore di Dante; Benito Mastacchini, ex-boscaiolo maremmano quasi ottantenne, sensibile e finissimo poeta anche scrittore; Paolo Santini, ottimo improvvisatore di ottave e terzine proveniente da Amatrice; e Pietro de Acutis, da Roma, con il suo canto vellutato, anche esperto suonatore di ciarammelle amatriciane. Un terzo laziale, Antonello Ricci, fine intellettuale, ottimo narratore ed esperto delle materia ottava rima ormai avezzo a mescolarsi coi poeti condurrà la serata.

E.L.