Riscaldare la voce, by Fabrizia Barresi.

Vi posto questo video di Fabrizia Barresi,
dove potrete trovare parecchi spunti per il riscaldamento della vostra voce.
Come al solito, chi ha fatto lezione con me troverà in alcuni punti qualcosa di già sperimentato, ma come vi dico sempre quella è la mia matrice.
Questo il metodo d’insegnamento con cui mi sono formata e che ho abbracciato appieno perchè lascia libero spazio all’espressione di ogni diversa personalità vocale ed artistica…come potete vedere dagli elementi creativi che già cominciano nel riscaldamento 🙂

Per saperne di più, girate il mio blog e sotto la tag "lezioni" e "corsi e seminari" troverete altri video di Fabrizia, in più potete visitare i suoi spazi in rete, myspace ed il blog Quantum Jazz.

Il video è stato realizzato quest’anno presso i seminari InJazz di Fabriano dove Fabrizia tieni alcuni corsi, tra cui quello di canto.

Enjoy!

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Cantar Maggio

1° Maggio Ribolla e dintorni

Festa dei richiami e degli amori,
ed è festa della pace e del progresso
ma io domando a voi egregi signori,
se di cantare il maggio c’è concesso.
Se vorrete ascoltar questi cantori
io gentilmente vi chiedo il permesso
ve lo chiedo per me e per tutti quanti
se c’è concesso noi si viene avanti.


Ho montato altro materiale video sull’ottava rima che ho girato, in questo caso, il 1° Maggio a Ribolla.

Si tratta della tradizione antica del Cantar Maggio, che vede protagoniste squadre di gente della zona che una volta indossati i loro alias di poeti, cantanti e contadini girano di casa in casa e di podere in podere a portare il Maggio.

Il Maggio per entrare deve chiedere il permesso, e solo quando viene concesso la squadra può entrare nella casa che la ospita, nella quale troverà cibo e doni.

Ascoltate bene (intono al 4′ minuto e mezzo) le ottave cantate da questi signori , perchè vi spiegheranno in rima il senso del Maggio ed i significati dei ruoli di ALBERAIO e CORBELLAIO, figure portanti della squadra.

In più, se ascoltate bene, proprio all’inizio del video, dopo l’ottave di permesso del Corbellaio, una voce fuori campo dice stupita : <<di già?>>. Ha ragione di stupirsi che la squadra sia stata lasciata entrare solo dopo un paio di ottave, perchè a volte succede che i padroni di casa lascino fuori la squadra anche parecchio tempo, finchè non sono soddifatti dei canti; può accadere che stabiliscano una specie di parola d’ordine che i poeti dovono indovinare, trattando ad esempio un tema che riguarda la famiglia o un’avvenimento della zona.

La squadra del video è una delle più vecchia della zona di Roccastrada e fedele al vecchio Maggio, ad un Maggio che parla della primavera, che augura buoni raccolti ma che è anche estremamente sensibile al Maggio politico, quello che festeggia i diritti dei lavoratori.

Enjoy.

Riflessioni sulla censura

Stavo cercando su You Tube video relativi al periodo della dittatura militare in Brasile.
Ho trovato questa versione di Calice censurata. Il testo fu proibito e Gilberto Gil e Chico Buarque durante uno show, presso il Palácio das Convenções do Anhembi di São Paulo, decisero di eseguirla ugualmente cantanto la melodia senza le parole…ma non fu esattamnte possibile. Forse era emozionalmente incontrollabile. 
Al primo tentativo di Buarque di cantare il ritornello "Pai, afasta de min esse calice" il microfono venne spento dai pronti fonici della Phogram, che organizzava l’evento, e il pubblico cominciò a fischiare.
Correva il maggio del 1973.
L’aria di repressione e rabbia si respira ancora dal video.

Ecco la versione con le parole, critica amara contro il regime.

Non solo canti: versi a memoria.

Questa è la prima intervista ufficiale che ho realizzato per la mia tesi. Questo bizzarro signore che viene chiamato "Puntura", (per una incredibile e buffa storia che lo ha visto protagonista quando era infermiere), è uno dei poeti improvvisatori in Ottava Rima della zona maremmana, specializzato in particolar modo nel cantare "il Maggio", di cui vi parlerò più avanti.

Come recita il sottotitolo, lui come tutti gli altri, hanno vissuto ben lontani dall’istruzione ufficiale:
in questa prima parte dell’intervista chiedo a Puntura di raccontarmi come era possibile che dalla macchia, dove lavorava come vetturino, fosse arrivato a contatto con alcuni poemi in rima come la Pia De Tolomei, La Genoveffa e con Dante che recita tutti a memoria da quando era ragazzo. Com’è possibile, mi chiedevo, che questa gente che a stento sa leggere e scrivere, conoscosca e conoscesse con questa profondità, -perchè attenzione questa non è una recitazione a pappagallo, questa è comprensione…!-  questi complicati testi in rima.

Vi lascio scoprire la storia di "Puntura" e godere della sua recitazione de La Porta dell’Inferno e de Il Conte Ugolino.

La memoria….. forse è questo il punto, non siamo più abituati a dare valore alla memoria.

Di alcune cose intorno al 25 aprile e alla mia tesi

Sto facendo "sciopero del telegiornale", come dico ai miei amici quando non sono aggiornata sulle notizie…quelle stupide di solito, perchè l’informazione sta altrove.
Scusate, in questo blog non si fa mai politica, non l’ho mai fatta…però si fa arte e l’arte sta dentro la società e se non ne parla non ha senso.

Sto lavorando alla mia tesi sull’Ottava Rima in Toscana e sto incontrando con questo pretesto delle persone meravigliose, gente piena di valori e con un senso civico altissimo;
sono ancora in fase di riordino delle riprese che ho fatto, presto spero di riuscire a postare qualcuna delle loro magnifiche improvvisazioni.

Di questi tempi, ed ancora di più intorno all’appena passato 25 aprile mi sto chiedendo che forma avesse l’Ottava Rima durante la Resistenza; i Partigiani cantavano, questo è noto, ma continuarono ad improvvisare in quel periodo? Lo scoprirò, su questo verteranno le mie prossime interviste.

A proposito dei canti dei Partigiani e della bellezza di questa gente che sto incontrando, che mi sta facendo emozionare e vibrare profondamente proprio come quando senti di aver ritrovato una radice, voglio condividere con voi questo video trovato casualmente su YouTube.

Maria Bethania

Finalmente ho trovato delle parti di questo bellissimo video di Maria Bethania che mi ha fatto vedere Fabrizia a Roma e su cui abbiamo riflettuto insieme.

Il primo pezzo del video, "Oração ao Tempo", è di Caetano Veloso, suo fratello, lei lo interpreta in maniera meravigliosa;
quello che mi impressiona è soprattutto l’uso delle parole, il peso che dà ad ogni cosa che dice, non ogni pensiero:     ogni      parola.
Sta sul palco come una regina, l’esile figura domina tutto il palco; sguardo, volto e movimenti riempiono lo spazio e il suono di mille significati.

E poi il suono: ogni parola risuona nel corpo, come le voci popolari, niente è vezzo ma tutto è significato.

Sciamanica, meravigliosa.

🙂

My Funny Valentine – il Verse-

Non posso far a meno di proporre ancora una versione di My Funny Valentine nel giorno di San Valentino.

In realtà però, c’è un motivo particolare:
per la prima volta dopo aver studiato e ristudiato questo pezzo ed averlo sentito in tutte le versioni pensabili ne ho cominciato a studiare il verse.
Il pezzo infatti, come molti standards è tratto da un musical -Babes in Arms- ;
la versione che conosciamo tutti, che comincia con le parole del titolo per intendersi, è in realtà priva del suo prologo.
In questo caso il verse è in inglese arcaico, ho fatto una ricerca e ne ho chiesta la traduzione; sembra che voglia  ricreare una sonorità arcaica, come di un sonetto di Shakespeare.

Mi sono molto interrogata su come cantare questo pezzo che ha l’aria di essere una canzone d’amore abbastanza canonica al primo ascolto, ma che invece ha un testo molto particolare  e piuttosto divertente…il verse aiuta a contestualizzalo, e personalmente mi chiarisce come interpretarlo.

Quindi: attenzione a non farvi fuorviare dalla liricità della melodia, le parole in realtà sono giocose e buffe!

Ho trovato miracolosamente il video dell’unica versione che ho in cui viene eseguito anche il verse, quella di Linda Ronstadt.
enjoy!

Vi copio il testo e  riporto una traduzione del verse,  frutto di un collage fatto da quelle che prontamente mi hanno fornito i miei aiutanti magici. 😉

VERSE

Behold the way our fine feathered-friend            
His virtue doth parade.
Thou knowest not, my dim witted friend,
The picture Thou hast made.
Thy vacant brow and thy tousled hair
Conceal Thy good intent.
Thou, noble upright, truthful, sincere
And slightly dopey gent,   – you are…

Guarda il modo in cui il nostro amico si pavoneggia mostrando le sue virtù.
Tu non sai mio sciocco amico, che figura che hai fatto.
Il tuo sguardo vuoto e i capelli spettinati nascondono le tue buone intenzioni.
Tu nobile, onesto, vero, sincero e lievemente rimbambito ragazzo,

REFRAIN:

My funny Valentine,
Sweet comic Valentine,
You make me smile with my heart.

Your looks are laughable, unphotographable;
Yet you’re my favorite work of art.

Is your figure less than Greek?
Is your mouth a little weak?
When you open it to speak, are you smart?

Don’t change a hair for me,
Not if you care for me.
Stay little Valentine stay.

Each day is Valentine’s day.

Buon San Valentino!

PS:
grazie a Ilaria ed Alice per la traduzione e a Valentina per aver scoperto il verse 🙂

Il W.H.I.T.E. , Alberto Tedeschi

Chi mi conosce bene,
sa che ho una peculiare passione per le scienze;
qualche hanno fa succedeva spesso che i miei amici intimi venissero a cercarmi nel reparto Scienza della vecchia libreria della Sala Borsa di Bologna, dove me ne stavo a sfogliare libri sulla sezione aurea, sulla fisica o sulla teoria quantistica.
Se frugate nella mia libreria infatti, appariranno vicino ai libri di storia della musica, "Sei pezzi facili" di Feynman, "Il tao della fisica" di Capra e così via…insieme a riviste ed articoli sul genere.

Qualche anno fa sono venuta a contatto con la tecnologia White e spesso chi legge il mio curriculum mi chiede cosa sia, cosa siano queste luci e piastre White: ve lo faccio spiegare direttamente dal suo inventore, Alberto Tedeschi.
Di questi video ce ne sono altri su YouTube, fatevi un giro, è un mondo affascinante!

Per capire in particolare l’applicazione della tecnologia White sulla voce, vi rimando a questo articolo di Fabrizia Barresi.

Enjoy!

Cantando e sambando

Duo Bossa Nova
Elisabetta Lanfredini – voce
Federico Nicolis Preto – chitarra e voce

8 dicembre,ore 22.00
Macondo, Via del Pratello, Bologna

Come avevo accennato tempo fa, sto preparando un repertorio tutto di musica brasiliana, e sono completamente immersa nell' avventurosa scoperta di questo genere a me davvero poco familiare fino a qualche mese fa.

Avevo già da tempo alcuni pezzi di Bossa Nova in repertorio e in Ottobre, data l' assoluta necessità, decisi di aggiustare la pronuncia dei testi cogliendo l'occasione della disponibilità di Federico ad aiutarmi. Abbiamo messo su un repertorio che porteremo in scena a Bologna l'8 Dicembre.
Per me è assolutamente una novità, mi sono imparata una valanga di pezzi in pochissimo tempo e ho dovuto rimettere in discussione parecchie abitudini di studio che vengono dal jazz: innanzitutto della maggior parte dei pezzi non si trovano gli spartiti, quindi il lavoro è essenzialmente ad orecchio! Ascoltare e riascoltare le versioni! Ergo, niente studio stop motion battuta per battuta come sono abituata…

E poi il timing:
è uno studio molto prezioso, io che amo le ballads ed allargarmi stirando le frasi, qua in alcuni pezzi ho dovuto ridimensionarmi e rimanere in un ritmo più serrato e preciso: pensare di essere una percussione.
Questa lingua ha una liricità e una ritmicità che convivono in maniera misteriosa.

E poi le tonalità:
sto riscoprendo parte dei miei timbri acuti che sempre per la mia pigrizia da "cantatrice" di temi sofisticati e ballads non utilizzavo da un po'; in realtà da un paio d'anni la mia è stata una scelta, mi sono stabilizzata su delle timbriche pastose e piuttosto scure, ma in questo repertorio sono stata costretta a rispolverare anche una voce più leggera. Mi sto ancora abituando a sentire la mia voce muoversi su registri più alti e con timbriche diverse ma devo dire che è molto sfizioso e mi costringe anche a rinnovare continuamente il lavoro tecnico.

Insomma, un bellissimo studio.

Ed ora,  godiamoci questo classico che abbiamo in repertorio:

Elis Regina e Tom Jobim