Voci di anziani (parte 1): filatrocche e storielle.

 

S arà che ho scelto di occuparmi di rime, di canti e di raccogliere voci popolari oltre che a far scorrere la mia, ma dalla morte di mia nonna, avvenuta ieri, i pensieri mi si muovono in rima sulle filastrocche che mi cantava da bambina….

Cavallinno arri arrò
mangia la biada che ti do
te ne do un bel sacchetto
che ti porti a San Francesco
da San Francesco c’è una via
che ti porta a casa mia
a casa mia c’è un altare con te monache a pregare
ce n’è una più vecchietta
Santa Barbara Benedetta!

(Sul nome della Santa non garantisco…)

e poi, ancora sulle gambe che scandiscono il tempo e ti fanno sobbalzare

Stacciaburatta
gattino della gatta
la gatta è andata a Colle
è tornata tutta molle
molle molliccia
fece la paniccia
coll’olio e con il sale
butta….(e qui si mette il nome del bambino) in mezzo al mare!
 

bellissime no?

piene di mistero e delizioso nonsense, di allegria e amore. Ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto che di ognuna delle due filastrocche ne esistono moltissime versioni. Queste vengono dalla Val d’Elsa, ve le regalo per i grandi e per i bambini.

Poi ci sono le leggende sui santi e tutte le storie della guerra. Per un bambino le fiabe e la verità si mischiano…perchè il cavallino va da San Francesco? Perchè i partigiani se li trovavano li ammazzavano? Perchè non avevate da mangiare? E perchè per la Festa di Romituzzo piove sempre?                                                                                                                                       Gli eroi sono eroi tutti allo stesso modo e da bambini si sa che tutto si prende, come dire…sul serio con leggerezza. E così i ricordi si mischiano: le città sfollate, i bombardamenti, San Lucchese che buca la colonna con le dita perchè non sapeva dove legare l’asino, e i sandali che si rompono perchè si camminava tanto. Ci vorrebbe il nonno del mio amico che ad un certo punto si mise a registrare su nastro le sue storie e così se le evessi le ascolterei e le riascolterei e invece elemosino pezzi di racconti da chi è rimasto e mi emoziono a ricomporre un puzzle di storie di vita.

 

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