Ottave al ritorno da Pianizzoli.

Tutto il tempo per la strada a imporvvisare,
al ritorno dalla terra maremmana
dove molti vati si sente cantare
la sera in quel podere in quella piana.
Pianizzoli ha ospitato lì a cantare
di quella gente ancora vera e sana
ed io che sono andata e ero presente
quei canti non mi levo dalla mente.

Forse non so più avezza a questa gente,
che con il cuore aperto tutta sera,
al desco muove un canto dolcemente,
che sa commuover l'anima mia intera.
Tra un piatto e l'altro sì naturamente
la tradizione senti, quella vera,
le muse eran scese in quella stanza
e noi non ne avevamo mai abbastanza.

C'era il Meliani con pisana istanza,
con le sue rime acute e assai capaci,
di versi ne lanciava in abbondanza
a Pietro e a tutti i rimatori audaci.
Fra il Betti e il buon Donato un'alleanza,
si scambian rime svelte e mai fallaci,
con Dante parlan di un nuovo bambino
che nominato fu da paladino.

Ed io che ascolto zitta lì vicino,
di Orlando il piccolino appena nato,
si cantan tanti auguri a quel bambino
che faccia rime tutti abbian sperato.
E come intorno al caldo del camino
una famiglia e un canto affezionato,
in mezzo ai vati mi sento al mio posto,
e voglio tornar presto ad ogni costo.

EL

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